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Talvolta, quando si ha a che fare con alcuni soggetti poco professionali, non è difficile incappare in alcuni dei comportamenti qui sotto descritti, diversi dei quali sono perseguibili, anche penalmente, da parte delle autorità competenti. Ecco come riconoscerli, per non farsi intimidire ed eventualmente segnalarli alle autorità.
Uso della forza, violazione di domicilio, intimidazione. Gli esattori non possono:
Contatto irragionevole, esercizio abusivo delle proprie ragioni, atti vessatori. Gli esattori non possono:
Imbarazzo o intimidazione tramite altre persone. Gli esattori non possono:
Dichiarazioni e/o comportamenti falsi o ingannevoli. Gli esattori non possono:
Ad esempio: – dire che il mancato pagamento dei debiti è un illecito penale con possibilità di denuncia alla polizia o di pene detentive (avere debiti non è un reato!)
– inviare lettere di intimazione di pagamento redatte in modo da sembrare atti giudiziali; Inoltre come recita il codice deontologico UNIREC (la principale associazione fra società di recupero crediti) gli esattori sono tenuti, fra l’altro, a: 1. non fare comunicazioni scritte (materiale informativo, pubblicitario, mailing ed altro) e/o dichiarazioni verbali che possano trarre in inganno sul significato di esattore e/o indurre aspettative nel cliente/mandante non rispondenti alla realtà; 2. non compiere azioni lesive, di qualsiasi natura, nei confronti dell’immagine e/o interessi delle aziende/enti mandanti e/o creditori; 3. soddisfare gli impegni presi con lettera d’incarico/mandato, attenendosi con scrupolo alle norme del codice civile relative al mandato e alla diligenza del mandatario; 4. comportarsi in modo scrupolosamente leale ed indipendente da condizionamenti di qualsiasi natura che possano influenzare il proprio operato nei confronti del debitore; 5. non accettare parcelle, omaggi o favori di qualsiasi natura da parte del debitore; controllare, inoltre, che il personale, di cui si è eventualmente responsabili, non compia azioni di questo tipo; 6. tenere nei confronti del debitore una condotta ferma e determinata, senza mai sfociare in atteggiamenti vessatori, insolenti e/o inutilmente petulanti. Non esercitare pressioni indebite o minacce nei confronti del debitore, al fine di indurlo al pagamento; 7. presentarsi al debitore con discrezione e con cura nell’aspetto esteriore, avendo il massimo rispetto delle persone contattate e della loro vita privata; 8. fornire esaurienti chiarimenti sulle singole voci dell’ammontare complessivo dovuto (inclusi interessi e spese di recupero), informando il debitore delle possibili conseguenze legali dell’eventuale inadempimento; 9. non richiedere il pagamento di somme ulteriori rispetto a quelle indicate dalla Società di recupero; 10. non qualificarsi in nessun caso con titoli, qualifiche, incarichi e/o funzioni non veritiere; 11. svolgere attività come da mandato ricevuto, con lealtà, correttezza, nella massima riservatezza e segretezza professionale, con divieto assoluto di divulgare, anche parzialmente a chicchessia e/o per qualsiasi motivo, le notizie e le informazioni sia rilevate dalla pratica affidata, sia assunte eventualmente nel corso del recupero del credito; 12. rispettare tutte le leggi vigenti, con particolare riferimento alle normative riguardanti il recupero crediti, la privacy, l’incoercibilità psichica e fisica personale, l’inviolabilità del domicilio. Fonte: indebitati.it |
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Recupero crediti e deontologia.




