Decadenza dal beneficio del termine: cosa significa?

Decadenza dal beneficio del termine: cosa vuol dire?

Significato del termine

Decadenza dal beneficio del termine, in forma abbreviata DBT.

Un termine sconosciuto a chi non è del settore del credito.

Ma esattamente, cosa significa?

In parole molto semplici, la banca o la finanziaria che ti ha comunicato che sei decaduto/a dal beneficio del termine, ti sta dicendo che non puoi più pagare a rate.

In sostanza, vuole la restituzione del residuo debito, in maniera pressochè immediata.

 

“Ma come posso fare?” dirai Tu.

“Sono 8 mesi che non pago! E se non ho pagato vuol dire che non ho soldi!”

“E se non ho soldi, come faccio a restituire tutto e per giunta subito?”

Bella domanda.

Approfondiamo meglio e cerchiamo di capire cosa sta succedendo quando ricevi la comunicazione riguardante la decadenza dal beneficio del termine.

Prima di tutto vediamo in che forma ti arriva e cosa ti scrivono:

Dovresti ricevere una raccomandata con ricevuta di ritorno (mi raccomando tieni busta e lettera) simile a questa che vedi qui sotto:

esempio di decadenza dal beneficio del termine

Nella lettera, come vedi, intimano il rientro immediato della cifra comprensiva di spese e riportano il fatto che si tratta di una norma contrattuale.

La norma richiamata è quella che trovi in qualsiasi contratto di finanziamento che andrai a sottoscrivere.

Riporta all’art 1186 del Cod. Civile che a questo proposito puoi vedere QUI >>> Art.1186 del Codice civile

Come hai potuto vedere, nella presente indicazione danno 7 giorni di tempo per provvedere al pagamento, qualcun’altro più magnanimo, ne concede 10 o 15.

Ma la storia non cambia, devi restituire tutto, punto e basta.

Si, ok ma quanti di quelli che ricevono questa comunicazione poi pagano tutto e per tempo?

Risposta: NESSUNO.

Si hai capito bene, nessuno, o quasi.

“Ma allora che senso ha?”

Beh, in realtà ha senso. Vediamo perchè.

Quando arriva in genere la DBT?

La decadenza arriva di solito dopo un periodo di 5-7-12 mesi di rate non pagate, a seconda del tipo di finanziamento e dei meccanismi interni di recupero crediti della banca o finanziaria che ha erogato il prestito.

In genere, il debitore in questo periodo, riceve una serie di solleciti telefonici, scritti e a volte, visite a domicilio o sul luogo di lavoro.

Vedi qui come agisce il >>> Recupero Crediti

Successivamente a questi tentativi il creditore fa seguire la raccomandata della DBT, con la quale evidenzia la mancata disponibilità del debitore a pagare.

Manifesta inoltre la sua volontà di esercitare il diritto di rientrare in possesso del denaro prestato, citando l’articolo di legge in questione. (ex.art.1186 cod.civ.)

Questa operazione serve ad aprire la strada in modo corretto alle azioni che potranno seguire, che sono sostanzialmente due.

  1. La continuazione delle azioni di recupero, con la messa in mora ed eventualmente l’inizio dell’azione legale con un decreto ingiuntivo. >>> Vedi qui di cosa parliamo – Il decreto ingiuntivo
  2. la cessione del credito a terzi. >>> ne abbiamo parlato QUI >>> La cessione del credito

Se dovessimo fare uno schema (indicativo):

0-2 rate non pagate >>> recupero scritto e telefonico >>>

2-5 rate non pagate >>> recupero telefonico e visite a domicilio >>>

5-12 rate non pagate >>> visite a domicilio e decadenza o DBT >>>

A seguire ulteriore recupero con Azione legale o cessione del credito

Le ultime due azioni qui sopra riportate, in genere, seguono la DBT (decadenza) e sono per così dire legittimate dalla prassi operativa corretta.

Quindi, la comunicazione ha senso al fine di autorizzare, per così dire, una procedura.

Nota: In alcuni rari casi la decadenza può essere data contestualmente al decreto ingiuntivo, ma non è prassi.

 

Quindi dopo la decadenza, non ho più speranza di risolvere il problema? No, tutt’altro.

In genere, dopo la decadenza dal beneficio del termine, le azioni di recupero crediti, diminuiscono per frequenza ed intensità.

Paradossalmente per ragioni legate a metodi di recupero crediti, è piu facile riuscire a raggiungere accordi dopo la decadenza.

In questa fase è possibile effettuare proposte di piani di rientro con rate sostenibili, più che nelle precedenti fasi di recupero.

E’ ancora possibile, prima che intervenga un’azione legale trovare anche accordi a saldo e stralcio.

E se interviene l’azione legale?

Anche in quel caso è possibile trovare accordi, anche se il tutto diventa un po’ più complesso.

E se interviene la cessione del credito?

In questo caso se si fanno le operazioni giuste si possono ottenere risultati incredibili in termini di piani di rientro. >>> Guarda qui un esempio

Anche le transazioni a saldo e stralcio possono davvero raggiungere percentuali notevoli. >>> Esempio di stralcio dopo cessione

Attenzione però.

Tirare troppo la corda, potrebbe rivelarsi pericoloso.

Anche dopo la cessione può intervenire l’azione legale.

In quest’ultimo caso  per certi tipi di situazioni e con certe società potrebbe diventare impossibile trattare.

Ecco perché occorre sempre uno specialista del settore per non rischiare di fare sciocchezze.

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